La colatura di alici, inserita anche tra i presidii Slow Food, è un liquido dal colore ambrato che si ricava dalla lavorazione delle alici poste sotto sale. I pesci destinati a questo processo alimentare sono pescati da maggio a luglio. Dopo la pulitura sono subito messi all’ interno dei terzigni, le tradizionali botti in legno per conservare le alici. Per ottenere questo particolare liquido ci vogliono alcuni mesi, la colatura infatti non sarà pronta prima di dicembre, infatti è proprio a metà mese che in queste zone si tiene la Festa della Colatura di Alici.
La colatura di alici di Cetara è un derivato della conservazione e produzione delle acciughe. È un prodotto che richiede esperienza e pazienza, due qualità che appartengono solamente alla lavorazione artigianale e non di certo a quella industriale.
La storia della colatura è molto antica, pare derivi dal garum, antico condimento usato già nella Grecia Classica e secondo tradizione locale è legata anche alla vita monastica del monastero di San Pietro a Toczolo, piccolo paesino della Costiera Amalfitana. Erano proprio questi monaci che dopo la pesca pulivano le alici e le disponevano a strati con il sale grosso in grosse botti di legno per conservarle tutto l’inverno.
Il liquido in eccesso prodotto dalla macerazione sotto sale dei pesci, che si depositava e colava sul fondo, era profumatissimo e un giorno il monaco che si occupava della cucina decise di recuperarlo e utilizzarlo per condire alcune verdure. Inizia così la storia della colatura di alici come salsa liquida molto saporita e salata, particolarmente amata fin da subito nella cucina locale per condire piatti semplici e paste, che la porterà poi a oggi diventare un ingrediente d’eccellenza apprezzato in ogni parte del mondo.
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