Btaly Aosta
Btaly On Tour : la cucina Aostana
La cucina aostana è gustosa e sostanziosa. Grazie al suo clima freddo, oltre le patate, le rape, i porri e le cipolle sono molto diffuse le coltivazioni di cavolo e verza, utilizzati per zuppe e minestre buonissime.
Btaly On tour vuole dare l’opportunità di far conoscere alle persone che visitano questa straordinaria provincia le ricette e i piatti tipici che si tramandano di generazione in generazione.
ECCO COSA MANGIARE AD AOSTA E PROVINCIA!
- La polenta concia:

Fonte della foto: il cucchiaio d’argento
La polenta concia è una di quelle ricette che mangiavano i contadini e i pastori di un tempo nelle montagne e colline del nord Italia, non conosceva confini, era un piatto molto umile e senza pretese. Questo è un metodo di cottura della polenta che viene eseguito con burro e formaggio, poi ovviamente la ricetta dipende da regione a regione: infatti vengono utilizzati formaggi differenti per esempio il bitto in Val Brembana e in Valtellina, la classica fontina in Valle d’Aosta, il montasio in Friuli Venezia Giulia e l’asiago in Veneto.
È il formaggio a determinare il carattere geografico, che si basa sul senso di appartenenza e di regionalità che contraddistingue la storia culinaria del nostro Bel Paese.
La polenta concia è per noi oggi un piatto della tradizione ricco e nutriente, inventato dai contadini per sconfiggere la fame nei momenti più difficili. Col passare degli anni e man mano che il tenore di vita migliora, ogni famiglia ha arricchito queste ricette creando piatti sempre più sfiziosi e particolari!
La polenta concia: un’istituzione del nord Italia!
| Cottura: 55 min | Costo: Basso |
| Tempo totale: 60 min | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 0,5 kg di farina di mais
- 200 g di fontina
- 200 g di toma
- 200 g di burro
- 2 l di acqua
- olio extra vergine d’oliva
- sale fino
- pepe nero
LA PREPARAZIONE:
Il primo step per realizzare la polenta concia è iniziare a tagliare a cubetti la fontina e la toma. A questo punto mettete sul fuoco una pentola di acciaio con dell’acqua calda, fate bollire e versate la farina a pioggia facendo attenzione a mescolare velocemente con un cucchiaio di legno. E’ importante aggiungere anche l’olio di oliva per fare in modo che non si creino dei grumi. Proseguite con la cottura per circa 50 minuti a fuoco dolce senza smettere di mescolare, avendo cura di non far attaccare al fondo la polenta.
Quando mancano circa 5 minuti si può iniziare ad aggiungere il formaggio a cubetti ed il sale in modo che abbiano il tempo di sciogliersi ed amalgamarsi con la polenta.
Intanto ponete il burro in un tegame e scioglietelo a fuoco dolce. Quando la polenta sarà pronta e i formaggi al suo interno ben sciolti, versatela all’interno di tegamini di terracotta che permetteranno di mantenere la pietanza calda.
Con il dorso di un cucchiaio realizzate una conca al centro della polenta e versate qui il burro fuso. Insaporite con pepe a piacere e servite la vostra polenta concia ancora bella calda.
Buon Appetito!
2. Carbonade:

Fonte della foto: donnad
La carbonade valdostana è un piatto tipico della provincia di Aosta. E’ uno spezzatino di carne di manzo che deve il suo nome al suo color carbone che assume grazie alla lenta cottura della carne unita con il vino rosso. Il piatto assomiglia molto ad una specialità fiamminga anch’essa denominata carbonade, l’unica differenza è che per la versione belga si utilizza la birra per la cottura e non il vino rosso.
Ciò che rende questa ricetta più ricca di un semplice stufato è l’aroma di alloro, cannella e chiodi di garofano che la carne emana durante la cottura, cosa che accade principalmente grazie al vino.
Per ottenere un piatto di buona qualità, fare attenzione a tagliare i pezzi di carne in modo uniforme. Puoi scegliere di marinare la carne se preferisci, oppure continuare la cottura dopo che la carne si è rosolata.
In entrambi i casi consigliamo di scegliere un vino corposo e senza tannini forti. E’ preferibile cuocere la carbonade in una pentola di coccio o comunque in un recipiente dal fondo più spesso in modo che il calore si distribuisca uniformemente e lo spezzatino non bruci.
A fine cottura otterrete dei pezzi di carne di manzo tenerissimo, ricco e deciso, perfetto per accompagnare un altro piatto tipico di questa regione: la polenta.
La carbonade: la rivisitazione aostana!
| Cottura: 180 min | Costo: medio |
| Tempo totale: 200 min | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 800 g di manzo
- 1 cipolla
- 500 ml di vino rosso
- 2 foglie di alloro
- 2 chiodi di garofano
- cannella
- farina
- brodo di carne
- 40 g di burro
- sale
- 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva
LA PREPARAZIONE:
Il primo step per fare questo piatto è infarinare leggermente i pezzi di carne. A questo punto lasciare sciogliere in un tegame di coccio il burro con un goccio d’olio e dopo qualche minuto aggiungete la carne.
Fatela rosolare uniformemente, poi toglietela dalla padella e mettetela da parte. Dopodiché, sbucciare e tritare la cipolla e fatela rosolare nella stessa padella utilizzata per i pezzi di carne di manzo.
Aggiungere i pezzi di carne tenuti da parte ed inserire le spezie che preferite; noi ci sentiamo di consigliare l’alloro, due pizzichi di cannella e chiodi di garofano. Infine, salare e versare il vino rosso fino a quando tutti i pezzi di carne siano interamente ricoperti.
Fate cuocere a fuoco basso con il coperchio per circa tre ore allungando con il brodo. Servite caldissima.
Buon appetito!
3. Seupa à la vapelenentse:

Fonte della foto: lacuocaignorante
È uno dei piatti più prelibati della cucina valdostana e occupa sicuramente un posto speciale nelle tavole dei Valdostani per Natale, ed è perfetta per accompagnare le tante prelibate carni che gli abitanti di Aosta sono consueti consumare durante le festività.
La seupa à la valpellinentze (Valpelleunentze) è il piatto tipico di uno dei più piccoli borghi italiani, il borgo Valpelline, a pochi chilometri da Aosta, incastonato tra le montagne delle Alpi Pennine, in una valle incontaminata che sembra appartenere a un’epoca lontana.
Non è solo una vera zuppa, è più una ricca “torta” fatta alternando strati di pane nero raffermo, verza o cavolo cappuccio e fontina valdostana DOP, imbevuta di brodo e cotta in forno fino a quando la superficie non forma una bella crosta, di colore giallo dorato.
Alcune famiglie abbelliscono ulteriormente la ricetta originale, soprattutto per le festività natalizie, con un generoso ragù di carne bianca a base di carne macinata, lardo e pancetta, abbondante cipolla ed erbe aromatiche.
Seupa à la vapelenentse: una zuppa d’autore!
| Cottura: 40 min | Costo: Medio |
| Tempo totale: 45 min | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 1,5 l di brodo di carne
- 1 verza
- 4 etti di fontina
- 0,5 kg di pane bianco (casereccio) tagliato a fette
- cannella in polvere
- 150 g di burro
LA PREPARAZIONE:
Il primo step per realizzare la seupa a vapelenentse è disporre fontina e pezzi di pane in una pirofila.
A questo punto si può cominciare a far bollire la verza nel brodo di carne. Aggiungete il brodo sul pane e attendete che il tutto si ammorbidisca, aggiungendo poi il burro fuso (molto caldo) sull’ultimo strato.
Infine, aggiungete un po’ di cannella, cuocere in forno caldo per circa una quarantina di minuti fino al momento in cui noterete che la fontina sarà diventata dorata e starà iniziando a formare una crosta. Servitela ancora bella calda.
Buon Appetito!
4. Chnéffléne:

Fonte della foto: agrodolce
Un altra prelibatezza di questa piccola regione sono gli Chnéffléne, sono un primo piatto tipico della Valle D’Aosta, ma più precisamente della vallata di Gressoney dove si stabilirono, tra il XI e il XII secolo, i Walser, una popolazione di origine germanica. Gli Chnéffléne sono dei piccoli gnocchetti realizzati con farina e uova.
I condimenti che vengono utilizzati per questi gnocchetti sono molti e vengono accompagnati spesso con panna e speck oppure come ci ricorda la più antica tradizione con il burro e un pochino di cipolla rosolata nella stessa padella del burro.
In questo caso abbiamo scelto di farvi scoprire la versione originale di questo piatto e, dunque, di seguire la tradizione ripassando gli chnéffléne con la cipolla brasata. Se vi piace potete decidere di arricchire la ricetta con del pepe nero oppure con due belle cucchiaiate di parmiggiano grattugiato.
Chnéffléne: i gnocchetti aostani!
| Cottura: 5 min | Costo: Basso |
| Tempo totale: 35 min | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 0,5 kg di farina
- 0,5 l di latte
- 1 uovo
- 2 cipolle
- 60 g di burro
- brodo di carne
LA PREPARAZIONE:
Il primo step è mettere l’uovo in una ciotola e sbatterle con una frusta. Aggiungere mezzo litro di latte e, dopo aver setacciato, aggiungere mezzo chilo di farina. Mescola tutto. Aggiustate di sale e lasciate riposare per 30 minuti. Mettere in padella il burro e, quando si scioglie, aggiungere le due cipolle tagliate a listarelle. Mescolare con un cucchiaio fino a quando le cipolle non saranno ben dorate. A questo punto aggiungere 1/2 bicchiere di vino bianco e continuare a mescolare. Condire con sale e pepe.
Aggiungere un cucchiaio di brodo alla cipolla e continuare a mescolare. Portate a bollore abbondante acqua salata e tirate fuori l’impasto che avete impastato in precedenza: mettete una grattugia con un foro largo sulla padella e mettete l’impasto nell’acqua attraverso il foro della grattugia per ottenere tanti piccole palline di pasta. Quando riappaiono, scolatele con una schiumarola. Rosolare la pasta con le cipolle in padella.
Servire ancora ben caldo.
Buon Appetito!
5. Soça:

Fonte della foto: primochef
La Soça di Cogne è un piatto unico valdostano a base di vitello (un tempo si usava il montone), patate e fontina. C’è anche il riso nella versione che proponiamo, e il cavolo cappuccio nell’altra.
Questa zuppa è l’essenza della gastronomia di questa piccola regione alpina e di una delle sue bellissime valli: la Val di Cogne. Qui, di fronte alle rigide temperature invernali, si preparano sempre piatti succosi e sostanziosi, realizzati però con ingredienti poveri.
Una prelibatezza valdostana che utilizza non il frumento ma l’orzo, la segale e il mais.
Ci sono anche poche verdure e devono essere resistenti. Infatti patate, ravanelli, porri e cipolle sono molto comuni come base per zuppe e brodi. Degustando questo particolare piatto si può comprendere che le condizioni di vita degli abitanti della regione nei secoli precedenti erano molto più dure di adesso.
Soça di Cogne: un piatto sostanzioso!
| Cottura: 150 min | Costo: Basso |
| Tempo totale: 7 giorni | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 500 g di patate
- 200 g di fontina
- 50 g di porro
- 150 g di riso
- 40 g di burro
- Sale grosso
- Salvia
- 1 spicchio d’aglio
LA PREPARAZIONE:
Mettere a bagno il muscolo del vitello in una ciotola, coprire con sale kosher, aggiungere l’aglio tritato e le foglie di salvia.
Coprire e marinare in frigorifero per circa 7 giorni. Dopo tre giorni girate la carne e insaporite con il sale e le spezie. Trascorso il tempo necessario, tagliate la carne a tocchetti.
Bollire in acqua per circa mezz’ora, scolare l’olio e, se possibile, aggiustare di sale.
Ci raccomandiamo di prestare attenzione al liquido, se è troppo salato, scolare la carne, rimetterla a bollore in acqua nuova e seguire le indicazioni sottostanti per il resto degli ingredienti.
Se invece è giusto, aggiungete le patate sbucciate, lavate e tagliate a dadini e i porri tagliati a pezzetti.
Cuocete la carne finché non sarà tenera (circa due ore). Le patate si decompongono in acqua. A questo punto, se la zuppa è troppa, aiutatevi con un cucchiaio per eliminare un po’ d’acqua e mettetela da parte.
Buon Appetito!
6. Involtini di Fénis:

Fonte della foto: ecodibergamo
Gli involtini di Fénis sono un secondo di carne tipico della cucina valdostana. Sono delle scaloppine di vitello chiuse come un involtino e che vengono ripiene con mocetta e fontina. Dopo vengono infarinate e passate in padella con il burro e poi sfumate con un bicchierino di brandy e con il brodo di carne. Quando la cottura è quasi terminata viene anche messa della panna.
Il nome di questa ricetta deriva dal castello di Fénis (Valle d’Aosta), è situato su una porzione di territorio priva di difese naturali, unisce ai caratteri della fortificazione quelli della residenza signorile. E’ diventato famoso negli anni grazie alla sua straordinaria archittetura, visitandolo si possono ammirare le torri e le mura perlate che richiamano nella mente dei turisti immediatamente la storia e l’arte del medioevo. Oggigiorno, il castello è di proprietà della regione Val d’Aosta ed è stato recentemente ristrutturato.
Involtini di Fénis: un piatto regale!
| Cottura: 20 min | Costo: Alto |
| Tempo totale: 40 min | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 500 g di fesa di vitello
- 200 g di panna
- 160 g di burro
- 120 g di uova
- 100 g di mocetta (o bresaola)
- 100 g di fontina
- 80 g di brandy
- 40 g di farina 00
- sale
- pepe
LA PREPARAZIONE:
Il primo step per preparare questa ricetta è battere la carne per assottigliarla, poi tagliarla a metà per il largo ogni fetta.
Dopodichè mettere su tutte le fette di carne una fetta di mocetta (bresaola) e un pezzo di fontina tagliato fine. A questo punto arrotolare la fesa di tacchino e fissarla in modo che non si apra con uno stuzzicadenti. Infine, infarinare ogni involtino e passarlo nell’uovo sbattuto.
Adesso gli involtini saranno pronti per essere cotti, quindi metteteli in una padella dove avrete fatto sciogliere il burro e fateli rosolare per bene da tutti e 4 i lati.
Regolare di sale e pepe secondo i propri gusti e sfumare con un goccio di brandy.
Far cuocere gli involtini per circa 20 minuti a fiamma bassa, girandoli spesso.
Se necessario, bagnarli ogni tanto con del brodo. Pochi minuti prima del termine della cottura unire la panna e far addensare. rimuovere gli stuzzicadenti e servire.
Buon Appetito!
7. Costolette alla Valdostana:

Fonte della foto: giallozafferano
Le costolette alla Valdostana, sono uno dei piatti tipici della tradizione di questa splendida regione, la Valle d’Aosta, sono famose in tutto il mondo e apprezzate soprattutto nelle stagioni più fredde, l’autunno e l’inverno.
Questo piatto è molto apprezzato dai turisti, gli ingredienti che vengono utilizzati per realizzare questa ricetta sono tipici del territorio: la costoletta e la fontina DOP. Sono presenti in tutti i menù tipici dei ristoranti della Valle d’Aosta perché questo mix di sapori rende questo piatto molto appetitoso e genuino.
Costolette alla Valdostana: Aosta nel mondo!
| Cottura: 35 min | Costo: medio |
| Tempo totale: 40 min | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 800 g di costolette di vitello senza osso
- 150 g prosciutto cotto a fette
- 100 g di fontina DOP
PER LA PANATURA
- 2 uova
- 150 g di pan grattato
- sale
- pepe
PER FRIGGERE
- 200 g di burro chiarificato
LA PREPARAZIONE:
Il primo step per realizzare questa ricetta Valdostana è rendere più sottili le fettine di vitello utilizzando un batticarne.
A questo punto potete affettare la fontina e tagliare finemente le fette di prosciutto, che non devono essere più grandi della fettina di vitello.
Dopodiché siamo pronti per preparare la panatura: iniziate sbattendo le uova in un contenitore e in un altro invece ponete il pangrattato. Poi passate le cotolette per due volte prima nell’uovo dopo nel pangrattato in modo che siano pronte per essere fritte.
Nel mentre in una padella scaldate il burro, deve leggermente soffriggere, a questo punto adagiate le costolette, un paio alla volta, cuocetele da entrambi i lati fino a dorarle poi scolatele e ponetele su un vassoio ricoperto con carta assorbente per asciugare l’olio in eccesso.
E’ possibile anche cuocere le costolette nel forno, se preferite questo metodo di cottura ponete della carta da forno su una teglia e adagiateci sopra i pezzi di carne con un filo d’olio in modo che non si attacchino. Cuocete nel forno preriscaldato per 30 minuti a 180° e poi ultimate la cottura al grill per 5 minuti.
Adesso le vostro cotolette saranno pronte per essere servite, ancora calde.
Buon appetito!
8. Torcetti di Saint Vicent:

Fonte della foto: donnamodernafood
I torcetti valdostani sono dei piccoli dolci, che hanno una lunghezza di circa 10 centimetri, sono fatti di burro, zucchero e pasta di pane. La pasta è ripiegata in modo che formino una goccia, mentre la crosta è ricoperta di zucchero che viene caramellata durante la cottura in forno.
Sono stati riconosciuti dalle istituzioni competenti come prodotto agroalimentare tradizionale italiano.
La storia della loro origine è molto controversa, esistono varie teorie sulla loro nascita. Alcuni dicono che siano stati inventati nella zona di Lanzo, un piccolo comune in provincia di Torino.
Anche in altre zone si celebra la sagra del torcetto tra cui nei paesi di Agliè, Biella ma soprattutto nei dintorni di Aosta (Saint-Vincent). In Val d’Aosta addirittura gli anziani del posto raccontano che la regina Margherita ne fosse ghiotta.
La ricetta è molto facile da preparare e si possono conservare per alcuni giorni in una scatola di latta.
I torcetti di Saint Vicent: il dolce preferito dalla regina Margherita!
| Cottura: 15 min | Costo: basso |
| Tempo totale: 105 min | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 10 g di lievito di birra fresco
- 150 g di acqua tiepida
- 500 g di farina 00
- 1 cucchiaino di sale
- 100 g di burro morbido a pezzi
- 50 g zucchero semolato
LA PREPARAZIONE:
Il primo step per preparare questa ricetta è prendere una ciotola e sciogliere il lievito con l’acqua tiepida. A questo punto aggiungete la farina e il sale ed iniziate ad impastare fino a che non diventi liscio ed omogeneo. Poi, coprite con un coperchio o con della carta da cucina il contenitore e lasciatelo per circa un’ora a lievitare.
Dopodichè, aggiungere il burro morbido all’impasto e fare lievitare nuovamente per altri 30 minuti. Successivamente sgonfiare l’impasto e creare dei piccoli bastoncini sottili di circa 10 centimetri e passarli nello zucchero semolato.
Infine, metterli su una teglia con carta da forno distanziandoli uno dall’altro e cuocerli in un forno preriscaldato per 15 minuti a 200°. Sfornare e lasciarli raffredare.
Buon Appetito!
9. Lou mecoulìn:

Fonte della foto: lacucinaitaliana
Il Lou mécoulin è un dolce tipico di Cogne, bellissimo paese della Valle d’Aosta nel cuore del parco del Gran Paradiso.
Questo pane dolce, a differenza di altre preparazioni valdostane, ha un legame molto forte con il suo territorio. Infatti, anche se lo cerchi in tutta la regione, probabilmente lo troverai solo nel paese di Cogne.
I dolci sono realizzati con alcuni semplicissimi ingredienti da sempre a disposizione dei contadini di quelle zone: farina, uova, uvetta, burro e latte. La fermentazione procede lentamente e l’impasto assumerà la forma di una montagna, anche grazie ai tagli fatti al coltello.
È un prodotto tradizionale che ora è disponibile tutto l’anno nei panifici e pasticcerie di Cogne, ma una volta era disponibile solo per le vacanze di Natale.
Ha una storia lunga e affascinante. Ogni anno, quando arriva la prima neve, le famiglie di Cogne lo cucinavano nei forni comuni sparsi per il paese.
Ogni famiglia, come tutte le ricette tradizionali, ha cura di proteggere le propria che è stata tramandata da generazione a generazione. Puoi assaporarlo come dolce da colazione con un po’ di marmellata e un bicchiere di latte, oppure osare un po’ di più ed abbinarlo con uno degli ottimi formaggi o salumi che sono tipici del territorio Valdostano.
Lou Mécoulin: il dolce tipico di Cogne!
| Cottura: 60 min | Costo: medio |
| Tempo totale: 540 min | Porzioni: 6 porzioni |
Ingredienti
- 500 g di farina 0
- 250 ml di latte
- 130 g di zucchero
- 2 uova grandi
- 100 g di uvetta
- 30 g di burro
- 1 bicchierino di rum
- 1 bicchierino di olio
- Mezzo cubetto lievito di birra fresco o mezza bustina di quello disidratato
- 1 pizzico di sale
- 1 scorza di un limone bio
LA PREPARAZIONE:
Il primo passo per preparare questo piatto è mettere a bagno l’uvetta nel rum per qualche ora. Mettete il lievito in un contenitore e aggiungete la farina.
In una casseruola scaldate il latte, ed aggiungete delle uova sbattute, lo zucchero, il burro a temperatura ambiente a pezzetti e l’olio. Con una frusta mescolate bene e iniziate ad aggiungere il composto alla farina insieme al lievito. Impastare a mano (o utilizzare una planetaria) fino ad ottenere un composto omogeneo abbastanza consistente. A questo punto aggiungete un pizzico di sale, la scorza di limone e l’uvetta, strizzate e asciugate con carta assorbente. Impastare tutti gli ingredienti.
Dopodiché coprite l’impasto nella ciotola con una pellicola trasparente e fatelo lievitare per 6 ore ad una temperatura tiepida e costante.
Riprendete l’impasto fermentato, aggiungete un po’ di farina e dividete in 2 pagnotte.
Usate la punta di un coltello per inciderli sulla calotta, adagiare le pagnotte su una teglia con carta da forno e fatele lievitare per un’altra ora con la lampadina accesa.
Quindi sfornare inserendo uno stampo da budino in alluminio riempito d’acqua e preriscaldare il forno a 180°C statico. Creerà un po’ di umidità durante la cottura.
Cuocere il mécoulin in modo statico a 180°C per circa 1 ora.
Sfornateli e fateli raffreddare. Sono buonissimi, affettati e serviteli con un po’ di panna montata.
Buon appetito!
10. Il caffè alla Valdostana:

Fonte della foto: nonnapaperina
Il caffè alla Valdostana non è proprio una ricetta ma più un modo comunitario per assaporare questa bevanda. Il suo gusto è speziato e leggermente alcolico grazie alla presenza di grappa, genepy e di punch all’arancia. Solitamente, come vuole la tradizione, viene consumato in degli appositi contenitori, la grolla o il coppo dell’amicizia che viene intagliato all’interno di un pezzo di legno di castagno. Viene consumato principalmente nelle stagioni invernali perché è una bevanda che viene servita calda e con la presenza dell’alcool aiutava i valdostani a resistere alle basse temperature che si registrano in quel periodo dell’anno in Val d’Aosta.
Il caffè alla Valdostana: un caffè “comunitario”!
| Cottura: 10 min | Costo: medio |
| Tempo totale: 12 min | Porzioni: 4 porzioni |
Ingredienti
- 4 cucchiai di zucchero
- 1 bicchierino di grappa
- 2 bicchierini di punch all’arancia
- 2 bicchierini di liquore Genepy
- 4 chiodi di garofano
- 1 buccia di arancia
- 1 stecca di cannella
LA PREPARAZIONE:
Il primo passaggio per prepararlo è scaldare il caffè in una piccola pentola aggiungendo 4 cucchiai di zucchero, della buccia d’arancia e delle spezie. Quando il caffè sarà caldo potete versarci i vari liquori (grappa, genepy e punch al mandarino).
Se non possedete la tradizionale grolla o il coppo, portate nella pentola ad ebolizione e date fuoco in modo da far evaporare l’alcol.
A questo punto la bevanda deve essere spenta (soffiandoci sopra) ed è pronta per essere servita.
Invece se in casa avete la grolla, versate il liquido caldo al suo interno. Cospargetela con 2 cucchiai di zucchero e date fuoco. Una volta spento, bevete il caffè.


