La nocciola

la nocciola

Di nocciole ne esistono diverse varietà. In Italia, le più rinomate sono certamente quelle delle Langhe (Tonda Gentile).

Le nocciole, in quanto “frutta secca” (o meglio, semi oleosi), sono molto utilizzate nei regimi alimentari di tipo Macrobiotico, Dieta a Zona e Dieta Paleolitica ma si prestano benissimo in qualsiasi tipo di dieta. Possono essere utilizzate per completare l’apporto lipidico del piano alimentare, fondamentale per un buon assetto ormonale, in particolare per gli ormoni sessuali; potrà sembrare strano, ma alcuni regimi alimentari necessitano di fonti lipidiche alternative all’olio per raggiungere anche solo il 25-30% delle calorie totali. In tal caso, le nocciole sono un’ottima soluzione.

Questo seme oleoso ha dimostrato contenere omega 9 (acido oleico) in quantità più che soddisfacente, a tutto vantaggio della colesterolemia (concentrazione del colesterolo nel sangue) e per prevenire le malattie cardiovascolari (a differenza dei grassi animali e di quelli omega 6 che, se consumati in quantità elevate posso portare a complicanze di questo tipo).

Ottima anche la concentrazione di fibre alimentari, importanti per prevenire la stipsi, ma anche per ridurre il rischio di tumore al colon, alimentare la flora batterica intestinale simbiotica e modulare l’assorbimento dei nutrienti.

L’importanza nutrizionale delle nocciole è anche attribuibile all’elevato contenuto in vitamine quali la vitamina E che è risultata essere particolarmente importante per gli anziani, poiché una carenza è associata a un maggior rischio di fratture ossee e può anche essere in grado di proteggere dal declino cognitivo correlato all’età, ma sono necessarie ulteriori ricerche prima che l’integrazione possa essere raccomandata specificamente per il trattamento dell’Alzheimer e del Parkinson.

Anche la vitamina B6 e B1 sono contenute in buone quantità, la prima è utilizzata per produrre un coenzima necessario nel corpo, la seconda è una vitamina essenziale coinvolta pesantemente nella produzione di glucosio e i casi di glicemia alta e / o alcolismo possono aumentare drasticamente la necessità di questa vitamina.

La nocciola è ricca anche di Sali minerali, tra i più importanti è corretto indicare il ferro e il calcio, quest’ultimo è essenziale per sostenere la salute delle ossa e non solo, ha anche un ruolo nella salute materna e cardiovascolare.

Questo prelibato cibo ha anche proprietà antiossidanti, ricostituenti, ipoglicemizzanti e ipocolesterolemizzanti (sono una buona fonte di steroli vegetali) di cui studi scientifici hanno dimostrato che assumendo con costanza, buone quantità di steroli vegetali, è mediamente possibile ridurre il colesterolo “cattivo” dell’8-10%. Il consumo di cibi contenenti steroli di origine vegetale quali la nocciola ha quindi un effetto protettivo sulle malattie cardiovascolari su base aterosclerotica (come ictus ed infarto).

Un mio consiglio riguardo questo alimento è quello di utilizzarlo per esempio negli spuntini di metà mattina e/o pomeriggio e perché no anche in una buona colazione assieme ad una fonte proteica nobile come lo yogurt greco. Ci tengo a precisare che le quantità sono soggettive, tutto deve essere bilanciato in base al consumo calorico giornaliero e all’apporto di grassi personalizzato.

Non risultano controindicate in caso di diabete mellito tipo 2, ipertensione, iperuricemia e ipertrigliceridemia. Tuttavia, è bene tenere a mente che molto spesso tali patologie metaboliche derivano primariamente da una condizione di obesità; pertanto, essendo le nocciole estremamente energetiche, è sempre bene assumerle con una certa moderazione beneficiando così delle loro qualità.

Articolo a cura di Riccardo Negro

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