Il Nebbiolo d’Alba: il Piemonte in un bicchiere
Il Nebbiolo d’Alba, è sicuramente tra i rossi più conosciuti e apprezzati del Piemonte, ovviamente si tratta di un prodotto DOC, che può essere prodotto solo in un territorio specifico: la Langa cuneese. Diciamo che possiamo considerarlo quasi un fratello del Baralo, entrambi sono i frutti delle uve Nebbiolo e il nome antico con cui originariamente era noto il barolo era proprio Nebbiolo Vecchio.
Condividendo la stessa “paternità” anche le storie dei due famosi vini ovviamente si intrecciano. I primi riferimenti specifici al Nebbiolo li troviamo già nel medioevo, infatti pare che nel XII secolo fosse già largamente diffuso e apprezzato, non solo in tutto il Piemonte ma anche nelle più importanti corti dell’epoca, era infatti uno dei preferiti di Federico Barbarossa.
Al pari del Barolo, la sua fama cresce esponenzialmente nel corso dei secoli non solo in patria, ma anche in Europa. Un contributo importante alla coltivazione di questo uvaggio arriva nei primi decenni del XIX secolo grazie ad una grande donna la marchesa Giulia Falletti di Barolo nobildonna dell’aristocrazia francese nata Julliet Colbert che sposò il marchese Tancredi Falletti di Barolo proprietario delle locali tenute e terreni, che nonostante il suo lignaggio che poteva permettere ad una donna una vita di svaghi e ozio, oltre le molte opere di beneficenze verso malati e indigenti di cui era solita occuparsi, scelse di lavorare e dedicò gran parte della sua vita alla produzione e promozione di quest’uva dando un contributo fondamentale alla sua espansione. Insieme a lei ci furono Camillo Benso Conte di Cavour, che coadiuvato dal Conte ed enologo francese Louis Oudart, studiarono come vinificarlo secco al fine di creare anche in Italia un vino importante “alla moda dell’epoca come il Bordeaux” che fosse dunque apprezzato anche nelle corti straniere, risultato che raggiunsero in breve tempo non solo presso casa Savoia a Torino ma anche nelle altre più importati casate europee.
Per quanto riguarda il nome, ancora oggi rimango dell’incertezze su quale sia la vera origine. Forse Nebbiolo deriva da nebbia, come quella che avvolge le colline quando l’uva matura ed è l’ora di vendemmiare, infatti questo vitigno è tardivo rispetto ad altre uve, portando il periodo della raccolta tra fine Ottobre inizio Novembre, per altri invece il nome deriva dalla pruina sostanza che ricopre gli acini rendendoli opachi così che sembrino avvolti dalla nebbia. Ad avvalorare queste tesi troviamo Un’antica leggenda tramandata oralmente di generazione in generazione nelle famiglie contadine che ci narra proprio le origini del vitigno piemontese per eccellenza: “In un’abbazia viveva un monaco con il compito di accudire l’orto e una piccola vigna, che serviva per la produzione del vino da usare nelle funzioni religiose. Il monaco era molto preso dalle sue attività agricole, che svolgeva con zelo, anche a costo di trascurare la meditazione e la preghiera. Un bel giorno, uscito dalla sua cella per andare nell’orto, vide la vigna avvolta da una fittissima nebbia e capì che quello era un segno del Signore, che lo ammoniva, affinché dedicasse maggior tempo alla vita contemplativa e un po’ meno a quelle viti. Il monaco non se lo fece ripetere due volte, smise di coltivare la terra e si dedicò esclusivamente alle sue orazioni quotidiane, fino al tempo della vendemmia in cui finalmente la nebbia si diradò e si depositò sui grappoli ormai maturi, facendoli brillare come zaffiri.”
Sicuramente il Nebbiolo è un vino strettamente legato al suo territorio, infatti le uve per ottenere il giusto risultato devono provenire da alcune zone specifiche delle Langhe e del lungo Tanaro, sono infatti solo 25 i comuni a poter vantare la sua produzione.
Questo meraviglioso vino dal colore rosso inteso, resta ancora oggi uno dei preferiti dagli estimatori dai palati più raffinati, infatti grazie al suo bouquet che riporta chi lo assaggia alla sua terra d’origine, questo rosso “sa proprio di Langa” con note olfattive che spaziano dalla nocciola al tartufo toccato tutti i frutti dei boschi locali.
Il nebbiolo è certamente un ottimo vino da tavola, grazie al suo sapore secco ma strutturato deciso e al tempo stesso è perfetto per esaltare qualsiasi piatto anche importante senza sovrastarne in sapori, perfetto non serve neanche dirlo, visto quanto è legato alle sue origini e terre, con i piatti tipici della cucina tradizionale piemontese.
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