Le caldarroste sono castagne della tipologia “GABBIANE”, pazientemente cotte sul fuoco a legna, avvolte dall’aroma intenso e vellutato del brandy e confezionate da sapienti mani artigiane nel piccolo Borgo di Murialdo (SV), in Valle Bormida.
Un equilibrio raffinato tra la dolcezza della castagna e le note calde del distillato, per un’esperienza di gusto avvolgente e ricercata.
€23,50
Le castagne, di una vecchia qualità dell’alta Val Bormida denominate “Gabbiane” ,dopo la raccolta ed un’attenta selezione vengono cotte nell’apposita pentola per le caldarroste.
Tutta la lavorazione si svolge in una cascina recuperata e ristrutturata situata in una borgata alta del paese di Murialdo nell’entroterra savonese, il prodotto finito rimane a riposare, prima di essere messo in commercio, per circa 6 mesi in una stanza al buio dalle spesse mura in pietra e alla fine del periodo risulta veramente piacevole al palato in un susseguirsi di dolce e forte ma anche croccante e tenero.
5 disponibili
| Peso | 0,5 kg |
|---|---|
| Regione di provenienza | Liguria |
| produttore | i FRA di MURIALDO |
| Zona di produzione / lavorazione | Murialdo (SV) |
| confezione | 375 g |
| Ingredienti principali | Castagne, Brandy 42°, zucchero. |
| aspetto | Castagne stagionate in vasetto con grappa e zucchero. |
| colore | Marroncino chiaro |
| odore | Aroma intenso di castagne e brandy. |
| sapore | Dolce per lo zucchero e molto delicato. |
| modalità di conservazione | conservare in luogo fresco e asciutto |
| denominazione | Tq.I.P. |
| note | Buone a temperatura ambiente e squisite se tenute un paio di ore in frigorifero. |
| smaltimento | vaso di vetro con tappo in alluminio; il tappo raccolta metalli/alluminio e il vasetto raccolta vetro. |
| Data di scadenza | 22/11/2027 |
Valori nutrizionali
VALORI NUTRIZIONALI PER 100 G:
VALORE ENERGETICO 1100 kJ / 262,73 kcal
PROTEINE 1,81 g
GRASSI 1,17 g di cui acidi grassi saturi 0,0 g
CARBOIDRATI 46,51 g di cui zuccheri 26,40 g
SALE 5,87 mg
FIBRE 4,06 g
Il produttore
La produttrice, Cristina, abita a Murialdo ormai da più di 20 anni e ha creduto a questo prodotto dopo averlo assaggiato per la prima volta in una realizzazione casalinga che le aveva offerto il marito Guido.
La ricetta originale derivava da una sperimentazione del suocero, ma era stata abbandonata per lunghissimo tempo e poi è ritornata in uso quasi per gioco pochi anni fa.
Realizzare un laboratorio sembrava un’impresa folle ma dopo due anni di autorizzazioni, lavoro e corsi finalmente il prodotto ha una sua identità un suo vestito ed oggi è il primo e unico progetto concreto di questa giovane produttrice che sta iniziando a pensare di realizzare vecchie idee accantonate per dar vita a nuove specialità.
Zona di produzione
Murialdo è un piccolo comune della Val Bormida (provincia di Savona) di circa 800 abitanti. Le origini del nome di questa piccola località sono parecchie e controverse, secondo padre Arcangelo Ferro il toponimo Murialdo deriva dall’epoca dell’occupazione Longobarda dove fu unita la parola latina “mirus” (meraviglioso) con la parola germanica “wald” (selva).
Inoltre, Murialdo fu un possedimento dei monaci Benedettini nel medioevo, questo fatto fu confermato dal ritrovamento di un documento del 1032 che affermava appunto l’esistenza di questo paese. Negli anni successivi sin alternarono al commando varie famiglie, per esempio si ricordano i Del Vasto e i Del Carretto.
Grazie alla fedeltà che dimostrarono durante la guerra del Finale nel quindicesimo secolo gli abitanti di Murialdo furono premiati dal marchese Galeotto del Caretto con numerosi diritti e terreni.
Nel 1445 Murialdo visse uno dei suoi momenti migliori durante la quale avvenne la ricostruzione della nuova chiesa parrocchiale. D’altra parte, provocarono l’ira del vicino paese di Calizzano, fedele alleato della Repubblica di Genova. Il doge di Genova, Giano Fregoso, in un suo scritto ricordava quanto gli fossero stati ostili gli abitanti di Murialdo, che avendo giurato fedeltà alla famiglia Del Carretto fecero di tutto per sconfiggere i genovesi che volevano impadronirsi del territorio.
Verso la fine del 1700, come in altri comuni della Val Bormida ci furono degli scontri delle truppe Napoleoniche. Dopo il dominio francese, Murialdo fu inglobata prima nella repubblica Ligure, successivamente nel regno di Sardegna (come stabilì il Congresso di Vienna del 1814) e infine nel 1861 nel Regno d’Italia. Nella storia più recente ed ancora nei giorni nostri è così fa parte della provincia di Savona e fa parte della Comunità montana Alta Val Bormida.
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