Il pandoro ha una pasta è soffice e di colore giallo dorato all’intero e più scura all’esterno. Si presenta come un tronco di cono, ma a forma di stella, di solito a otto punte.
Il pandoro, è un caposaldo insieme al panettone della tradizione dolciaria italiana natalizia. I due se pur condividendo la stessa tavola, il 25 Dicembre, sono estremante diversi, possiamo quasi considerarli opposti, sia nella forma che nella farcitura e nel gusto.
Il pandoro come lo conosciamo e amiamo oggi, nasce più di cent’anni a Verona, da l’idea di un famoso pasticcere Domenico Melegatti, che fiero della sua scoperta e del nuovo dolce appena sfornato, decide di brevettarne la ricetta il 14 Ottobre 1894 al Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d’Italia e ottenendo il Certificato di Privativa Industriale per il nome, la forma a stella e la ricetta.
La ricetta originale è dunque attribuita al Melegatti, ma il dolce ha origini ben più antiche, da quanto ci tramanda Plinio il Vecchio pare fosse già diffuso nella Roma Antica del II secolo d.C, dove un certo Vergilius Stefanus Senex, che possiamo definire un pasticciere ante litteram, crea un pane dolce a base di farina, burro e olio.
Mentre il nome con cui lo conosciamo oggi pare derivi dall’usanza della Venezia aristocratica del 1200, dove nelle case dei nobili era d’uso servire un dolce ricoperto da foglia d’oro di forma conica, noto come il “Pan de oro”. Per la forma a stella, invece pare sia ispirata al “Nadalin” tipico dolce della tradizione veronese preparato in occasione del Natale con ingredienti simili a quelli usati oggi.
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