La Confettura di Castagna e Rum, è un goloso composto dalla consistenza gelatinosa con il frutto in questione, il distillato, acqua e zucchero.
La castagna è il frutto del Castagno, uno dei grandi alberi più presenti nei boschi del Bel paese insieme a quercia a faggio. Le sue origini sono decisamente antiche, molto più di quelle dell’uomo, e anche abbastanza incerte, pare che da sempre sia diffuso in gran parte della terra, dall’Europa all’America passando per l’Asia Minore e l’Africa settentrionale.
Già i primi uomini primitivi si cibavano di castagne, nutrimento importante e alla portata di tutti. Infatti il greco Senofonte definì il castagno come l’albero del pane, ed era proprio questo anche nei secoli successivi, era il pane de poveri presente su ogni tavola contadina, almeno fino all’arrivo della patata e del mais dall’America. Erano un cibo molto nutriente e dunque un ottimo salva vita nei periodi di magra e carestie.
Il castagno è anche un albero molto longevo, il più famoso e “anziano” è siciliano, si trovava proprio alle pendici dell’Etna, nel comune di Sant’Alfio.
Secondo alcuni esperti botanici avrebbe addirittura 3-4000 anni, il che ne farebbe con ogni probabilità l’essere vivente più vecchio d’Europa. E’ alto circa 25 metri mentre la circonferenza del tronco raggiunge i 22 metri e quella della chioma è di oltre 50 metri.
È chiamato il “Castagno dei Cento Cavalli”, perché la leggenda vuole che, in epoca medievale, una regina vi abbia trovato rifugio da un temporale con i cento cavalieri della sua scorta e i loro cavalli.
Il rum è l’acquavite che si ottiene distillando la melassa prodotta dalla canna da zucchero.
Le origini sono molto antiche, qualche bendava simile derivata da questa pianta era già apprezzata e prodotta in Cina e nelle Indie ai tempi di Marco Polo che ne assaggiò una varietà in Persia.
Tra i primi nel XVII secolo a scoprire che la melassa, ottenuta da processi di lavorazione dello zucchero poteva tramutarsi in alcool fermentando, ci sono gli schiavi che lavorano nelle piantagioni di canna di zucchero dei Caraibi.
La Confettura è il nome con cui identifichiamo tutte le conserve a base di frutta, mentre il termine marmellata spesso attribuitogli nella nostra lingua come sinonimo, va usato solo per i prodotti a base di agrumi.
La produzione di questa salsa dolce è molto antica, ne troviamo già memoria nel ricettario dello scrittore romano Apicio, che ci tramanda che nel IV e V secolo i greci bollivano le mele cotogne insieme al miele per ottenere un dolce composto spalmabile.
Una rudimentale marmellata era apprezzata anche dai romani che la producevano unendo alla frutta, mosto d’uva, vino passito e miele.
Per l’utilizzo dello zucchero invece dobbiamo aspettare il Medioevo, che permetteva di ottenere un risultato più simile a quelle che possiamo gustare anche oggi.
E’ infatti proprio in quest’epoca che nasce la marmellata e ci sono varie leggende legate alla sua origine. La nascita della marmellata d’arance è attribuita alla regina Caterina d’Aragona, che dopo il matrimonio con il re d’Inghilterra Enrico VIII sentendo la mancanza dei frutti della sua terra natia, fece creare questo dolce composto per poterli gustare anche nella sua nuova casa.
Un’altra leggenda invece ne attribuisce la creazione e il nome alla duchessa Maria de Medici, che dopo il matrimonio e il successivo trasferimento in Francia con il marito Enrico IV, iniziò a soffrire di carenza di vitamina C. Per risolvere il problema, il suo medico ordinò una cura a base dei migliori agrumi di Sicilia, all’epoca però non era facile conservare la frutta per il tempo di un viaggio così lungo, quindi per ovviare al problema prepararono dei barattoli in vetro con la conserva di agrumi e zucchero, su cui c’era la scritta “per Maria ammalata” che in francese venne mal interpretato in “marimalede”.
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